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Coworking: 3 motivi per cui dovremmo condividere lo spazio di lavoro.

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25-07-2022
Coworking: 3 motivi per cui dovremmo condividere lo spazio di lavoro.

 

Tra tutti gli strumenti che ha portato il progresso tecnologico negli ultimi due secoli, uno di quelli che più ha alterato il nostro modo di approcciare alla vita è Internet.

Se vi chiedessi di rappresentarlo graficamente, sono sicuro che la maggior parte di voi lo farebbe disegnando una rete; una rete di persone. Questo potentissimo strumento ha cambiato rapidamente e inesorabilmente il nostro mondo. Messaggistica, contenuti multimediali, home banking, domotica della casa... tutto gestibile ovunque e in qualsiasi momento.

L’ultima pandemia ci ha costretto ad abbracciare questo cambiamento in maniera più rapida. Oltre al costo delle vite umane, ha comportato l’aumento del costo medio della vita nel nostro paese. Sono stati in molti ad aver perso il posto di lavoro, I meno fortunati si sono scontrati con un mercato del lavoro paralizzato, quelli che lo sono stati di più hanno conosciuto lo smart working.

Per la prima volta le aziende, grandi e piccole, si sono rese conto che non avere tutti i dipendenti in sede (per le mansioni che lo consentono) può essere un vantaggio in termini economici e non solo.

I Liberi professionisti non sono riusciti ad ammortizzare più le spese per quegli spazi ormai inutilizzati. In più abbiamo visto finalmente l’elefante nella stanza, lavorare a casa non è fattibile a lungo termine. In tanti hanno dato un’occhiata oltreoceano e come succede spesso, hanno scoperto che lì la soluzione a molti di questi problemi, l’hanno trovata da tempo.

Questa soluzione si chiama “coworking” che in italiano può essere interpretato con “lavorare insieme”.

Si tratta di uno spazio, generalmente un palazzo o un ufficio, condiviso da diversi professionisti.

No, non sto parlando di condividere le spese del vostro ufficio con altre persone (anche se più o meno è quello che succede) ma piuttosto di prendere un ufficio o uno spazio al suo interno, quando si ha la reale necessità di farlo, senza dover ottemperare a tutti gli oneri che averne uno fisso comporta.

Se siete curiosi e volete conoscere la storia di questo nuovo modo di lavorare, vi consiglio di approfondire il tema a questo link altrimenti potete continuare la lettura per scoprire quali sono, secondo noi, i tre motivi per assecondare questa nuova realtà.

 

  1. Costi

Potremmo dividere questo primo punto in due parti: i costi in termini di tempo e quelli economici.

Probabilmente avrete delle riunioni di condominio, il tempo impiegato per la manutenzione giornaliera, le ore interminabili passate a discutere con i fornitori dei servizi necessari, per non parlare del momento in cui dovrete fare dei lavori di ristrutturazione. Insomma, avere un ufficio proprio, ti impone di dedicargli del tempo, il tuo tempo.

Per quanto riguarda le spese comuni che si devono affrontare sono sicuramente quelle dell’affitto/mutuo; la cura, quindi pulizie e manutenzione; le bollette; il condominio; I servizi come il telefono e una connessione internet; la parte hardware, stampanti, scanner, fotocopiatrici...

Abbattere i costi come in uno spazio condiviso da più professionisti è pressoché impossibile.

 

  1. Riduzione impatto ambientale 

Nell’introduzione abbiamo parlato di progresso. Ultimamente, in maniera prepotente, la terra ci sta facendo capire che impiegare male le risorse che essa ci offre ha un prezzo in termini di salute e qualità della vita. Pensare di ridurre il nostro impatto ambientale non è più da considerarsi un plus ma è diventato una necessità.

È veramente necessario occupare, uno spazio di 60, 100, 150 mq per lavorare da soli?

Tutto lo spazio inutilizzato degli uffici è altamente inquinante: i materiali impiegati per la costruzione e la ristrutturazione; le macchine da lavoro; il suo riscaldamento per l’inverno e il raffreddamento per l’estate; i prodotti per pulirlo e quelli per tenerlo “in salute” ...  Un ufficio vuoto inquina, inutilmente!

 

  1. Networking

Abbiamo parlato di internet e di come ci ha connessi l’un l’altro, della “rete”. Quello che ancora non ha saputo fare è restituire la sensazione che si prova nel parlare faccia a faccia con le persone. Il linguaggio non verbale, il contatto fisico sono fondamentali nell’atto comunicativo. I sistemi di messaggistica, come anche quelli video, non restituiscono le stesse possibilità di ricevere feedback come la comunicazione in presenza.

Avere la possibilità di condividere l’ufficio, con professionisti di diversi settori, ci regala una visione diversa del nostro lavoro e diversi spunti di riflessione. Innumerevoli anche le occasioni di collaborazione che si possono aprire in un contesto di coworking.

 

Conclusioni

 Se non siete convinti degli spunti che vi ho dato in questo articolo, l’unica cosa che vi rimane è provare. Sono migliaia gli spazi dedicati al coworking in Italia e stanno crescendo giorno dopo giorno.

Per trovarne uno vicino a voi vi basterà fare una rapida ricerca su Google con scritto coworking e “nome della tua città”.

Se come noi del Gruppo Bisozzi siete a Civitavecchia, vi consigliamo di prestare particolare attenzione ai nostri canali social nelle prossime settimane perché una parte del nostro nuovo stabile di Viale Guido Baccelli sarà allestita proprio come spazio coworking.

Per saperne di più potete contattarci in ufficio o tramite i nostri canali social e scaricare il file nell’apposita sezione in fondo a questo articolo.

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