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TORNANO A CRESCERE LE RICHIESTE DI MUTUO: TASSI AI MINIMI STORICI

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09-09-2020

Torna a crescere la domanda di mutui. I prezzi delle case non hanno risentito (ancora) della crisi economica. Sono le principali novità del secondo trimestre 2020 secondo quanto riferito da Bussola Mutui e redatto dal broker on line Mutuisupermarket.it e dalla centrale rischi Crif.

Cresce la domanda di mutui dopo il lockdown


Il risultato più interessante è che dopo l’ovvio crollo della domanda di credito ipotecario durante i mesi del lockdown, Giugno ha fatto segnare una decisa ripresa dei mutui, con un aumento del 13,3% rispetto allo stesso mese del 2019.

Prezzi del mattone stabili


Il dato sulla stabilità sostanziale dei prezzi delle case si evince dall’andamento dei valori degli immobili residenziali ipotecati. Nel secondo trimestre questi sono cresciuti del 6%, dopo il +1,9% del periodo gennaio-marzo. Il dato della stabilità è in linea con quanto previsto per questa fase dai principali istituti di ricerca e si spiega con il fatto che comunque molte trattative erano in dirittura d’arrivo prima del lockdown.

Risulta inoltre molto complicato dal punto di vista giuridico rimettere in discussione le condizioni pattuite in un preliminare d’acquisto registrato; e in buona parte del paese i prezzi già a inizio 2020 erano ai minimi del decennio e quindi poco suscettibili di ulteriori discese.

I prezzi delle case esistenti salgono più di quelle nuove


Interessante anche il dato rilevato dal rapporto per cui sono i prezzi dell’usato oggetto di ipoteca a crescere più di quelli del nuovo: nel secondo trimestre 2020 i primi sono cresciuti del +4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre i prezzi degli immobili nuovi hanno fatto segnare un +3,7%.

Compravendite immobiliari: nel 2020 calo stimato del 20%


Gli ultimi dati sulle compravendite, riferite però al primo trimestre dell’anno, sono di -15,5%. Tenendo conto che a gennaio e febbraio l’attività notarile si è comunque svolta a pieno regime, è lecito prevedere, considerando il lockdown e la crisi economica, che a fine anno il calo sarà nell’ordine del 20%. 

Per quanto infine riguarda il mercato dei mutui rimane molto forte l’interesse per la surroga (due terzi delle operazioni concluse on line) che avviene nella stragrande maggioranza dei casi a tasso fisso, come peraltro si verifica anche per i finanziamenti all’acquisto (90%).

Il parametro Eurirs per i mutui a tasso fisso ai minimi storici sta spingendo la domanda e le banche hanno ritoccato solo marginalmente i loro spread, al punto che l’ultimo rapporto ABI segnala tassi al minimo storico. Anzi, gli istituti di credito, sottolinea il rapporto, stanno continuando a incentivare la scelta del fisso, al punto che per una operazione di mutuo ventennale di 140.000 per un immobile da 220 mila, i migliori spread per mutui a tasso variabile si assestano attorno a una media dello 0,8% mentre a tasso fisso si scende allo 0,3%.

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