Ad oggi ancora la vicenda non è del tutto chiara a causa delle varie voci discordanti che girano in merito alla questione e del fatto che i confini dei terreni compromessi siano stati fatti nel miglior dei modi, soprattutto con le dovute accortezze sulle ricerche comprovanti l’esistenza o meno delle stesse. Difatti, alcuni documenti di oltre cento anni  attestano che le zone denominate come ” Tenuta dei Tredici Quartucci nonché del Quarto del SugheretoMortelle e Sugareto siano addirittura libere dagli usi civici, documento che tra l’altro con sentenza condannava l’Associazione Agraria di Civitavecchia a risarcire delle spese del giudizio a favore degli allora proprietari Marchese Giulio Guglielmi e del Marchese Carlo Calabrini.

Nel corso degli anni a partire dal 1990 ( solo… 28 anni ad oggi ! ) questa situazione ancora non è chiara. Le domande da porsi sono molte tra cui del perché i cittadini non siano stati avvertiti del fatto che non sono più i proprietari di casa loro non potendo disporre del bene, che a detta dell’Associazione Agraria di Civitavecchia sorgerebbero su terreni o gravati da uso civico gravato o da uso civico demaniale ( e la risposta non può essere a mio avviso che bastava una semplice affissione per un fatto così importante ); del perché questa sentenza non sia stata trascritta per renderla pubblica cosicché chi di dovere come notai, periti, agenzie immobiliare e chi altro potesse vedere per tempo questo gravame; perché sono state rilasciate concessioni a costruire se insisteva questo diritto; perché è stato approvato un piano regolatore con oltre 30 varianti nel corso degli anni senza che nessuno, compresa l’Associazione Agraria di Civitavecchia, si opponesse visto che vantava il diritto di uso civico… perché, perché, perché, perché, troppi perché e poche risposte concrete.

Per chi non lo sa, il cittadino che risiede a Civitavecchia per stipulare un atto di compravendita è costretto a pagare una somma di € 100,00 per un foglio (uno a numero) che attesti la sussistenza di gravami da uso civico; non basta quindi comprare casa con mille sacrifici ma deve anche pagare questa somma se gli va bene ed è fortunato, altrimenti dovrà farsi carico di spese di istruttoria per nominare un perito e le eventuali somme per lo sgravio.

Inoltre per peggiorare le cose, una sentenza del 31 maggio 2018  ha reso nulla anche la possibilità veloce di sgravio dell’uso civico demaniale, rendendo anticostituzionale l’ Art. 8 della legge della Regione Lazio 03/01/1986, n. 1, come modificato dall’art. 8 della legge della Regione Lazio 27/01/2005, n. 6. Ad oggi la città di Civitavecchia è al collasso immobiliare; si stimano circa 9000 famiglie bloccate perché non possono disporre del loro bene a piacimento. Il cittadino che vorrebbe vendere per motivi personali la propria casa, per motivi magari anche gravi, ad oggi è bloccato; chi ha già pagato una caparra per l’acquisto di una casa, in molti casi avendo già venduta la sua, si trova senza nulla e in mezzo ad una strada; chi vorrebbe fare opere di ristrutturazione straordinaria è impossibilitato trovandosi negati i permessi rilasciati dal comune, che giustamente richiede che l’immobile sia libero da vincoli e gravami.

Alla luce dei fatti emersi e dai documenti qui riportati, credo sia opportuno trovare una soluzione logica e veloce nel bene della collettività. Nel bene di chi ha comprato casa avvalendosi di Pubblici Ufficiali, i quali non hanno potuto verificare i fatti perché non trascritti, garantendo l’immobile libero da vincoli e gravami. Nel bene di chi ha costruito la propria casa con il rilascio di permessi a costruire da parte del Comune di Civitavecchia, ed anche nel bene dello stesso Comune di Civitavecchia che si trova ad oggi come parte lesa (ricordo il Piano Regolatore Generale approvato a tutti i livelli e che ha subito oltre 30 varianti).

Ora aspetteremo la sentenza del 21 novembre 2018. Fatto sta che del documento trascritto a maggio del 1916 non si fa riferimento alcuno… si era forse perso? c’è stato un ricorso negli anni successivi? e se c’è dov’è? Siamo certi in una svolta positiva ma occorre accelerare i tempi.

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